giovedì 24 febbraio 2011

VOTA SI AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE E CONTRO IL NUCLEARE

In primavera, in una data tra il 15 maggio e il 12 giugno, saremo chiamati a votare per il referendum “acqua e nucleare”.

Votando SI’, i cittadini potranno abrogare le leggi con cui il governo Berlusconi ha privatizzato l’acqua (insieme al trasporto pubblico locale e allo smaltimento dei rifiuti urbani) e deciso il ritorno al nucleare.

Con il SI’ al voto referendario l’acqua dovrà tornare pubblica sottratta al profitto e ai privati che speculano sul bene primario e vitale dell’acqua, negandola a chi non ce l’ha o facendola pagare cara, fregandosene degli inquinanti - quali arsenico, cloro, piombo, nitrati – che danneggiano gravemente la salute.

Con il SI’, la gestione dell’acqua dovrà essere partecipata dai cittadini, dai lavoratori addetti, dagli enti locali, che distribuiranno l’acqua con i primi 50 litri gratis a tutti, con tariffe progressive tese a scoraggiare gli sprechi, con l’attenzione particolare per la qualità e salubrità dell’acqua.

Con il SI’ al voto referendario i trasporti locali dovranno rimanere pubblici, con la gestione partecipata indirizzata verso la preminenza e lo sviluppo del mezzo pubblico, elettrico e su rotaia, tale da ridurre drasticamente i disagi della mobilità pendolare e risanare l’aria dagli smog delle polveri sottili.

Con il SI’ al voto referendario lo smaltimento dei rifiuti urbani dovrà avere una gestione pubblico-partecipata, spezzando la catena mafiosa che finora ha garantito l’arricchimento attraverso discariche-inceneritori, nocività alla salute umana e all’ambiente, puntando decisamente verso il risultato de “rifiuti zero”, tramite la raccolta differenziata porta a porta, le isole ecologiche, gli impianti di compostaggio, il contributo del riciclo-riuso di carta – vetro – alluminio – plastiche al ciclo virtuoso di risparmio di energia – entropia – economia e salute.

Con il SI’ al voto referendario il piano nucleare verrà definitivamente cancellato – il governo Berlusconi non ha tenuto fede ai risultati del precedente referendum dell’87, dopo Cernobyl, che impose la chiusura delle centrali nucleari – così che le risorse potranno essere destinate al risparmio energetico, a energie pulite ecocompatibili con le esigenze e il territorio, al risanamento ambientale post chiusura centrali a carbone e petrolio.

Con il SI’ referendario contro il nucleare si avvierà la ripubblicizzazione dell’energia elettrica e la gestione partecipata, in grado di garantire qualità del servizio e tariffe eque, non più bollette salate perché gravate dai profitti ai privati.

I REFERENDUM SU ACQUA E NUCLEARE SONO L’OCCASIONE PER CAMBIARE LA POLITICA ECONOMICA E SOCIALE DELL’ITALIA, NON FACCIAMOCELA SCAPPARE!
VOTIAMO E FACCIAMO VOTARE SI’

mercoledì 12 gennaio 2011

Sì della Consulta, la parola ai cittadini

La Corte Costituzionale ha ammesso due quesiti referendari proposti dai movimenti per l'acqua. A primavera gli uomini e le donne di questo paese decideranno su un bene essenziale. La vittoria dei “sì” porterà ad invertire la rotta sulla gestione dei servizi idrici e più in generale su tutti i beni comuni.
Attendiamo le motivazione della Consulta sulla mancata ammissione del terzo quesito, ma è già chiaro che questa decisione nulla toglie alla battaglia per la ripubblicizzazione dell'acqua e che rimane intatta la forte valenza politica dei referendum.
Il Comitato Promotore oggi più che mai esige un immediato provvedimento di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi e sull'abrogazione degli AATO, un necessario atto di democrazia perché a decidere sull'acqua siano davvero gli italiani.
Il Comitato Promotore attiverà tutti i contatti istituzionali necessari per chiedere che la data del voto referendario coincida con quella delle elezioni amministrative della prossima primavera.
Da oggi inizia l'ultima tappa, siamo sicuri che le migliori energie di questo paese non si tireranno indietro.